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27 MARZO: GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO

27 marzo 2009 di  
Categorie: Cultura e divertimento, News, Teatro

CHE COS’E’ LA GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO ? 

  

   

La Giornata Mondiale del Teatro è stata creata a Vienna nel 1961 durante il 9° Congresso mondiale dell’istituto Internazionale del Teatro su proposta di Arvi Kivimaa. Dal 27 marzo 1962, , (data di apertura della stagione del Teatro delle Nazioni di Parigi), la Giornata Mondiale del Teatro è celebrata dai Centri Nazionali dell’ISTITUTO INTERNAZIONALE DEL TEATRO che esistono in un centinaio di paesi del mondo.

L’Istituto Internazionale del Teatro è stato creato in 1948, per iniziativa l’UNESCO e di personalità famose nel campo del teatro,ed è la più importante organizzazione internazionale non governativa nel campo delle arti, della scena che ha delle relazioni formali (relazioni di consultazione e di associazione) vicino all’UNESCO. L’ITI cerca “di incoraggiare gli scambi internazionali nel campo della conoscenza e della pratica delle Arti della Scena, stimolare la creazione ed allargare la cooperazione tra le persone di teatro, sensibilizzare l’opinione pubblica alla presa in considerazione della creazione artistica nel campo dello Sviluppo, approfondire la comprensione reciproca per partecipare al rafforzamento della Pace e dell’amicizia tra i popoli, associarsi alla difesa degli ideali e degli scopi definiti dall’UNESCO”.  

Le manifestazioni che segnano la Giornata Mondiale del Teatro permettono di concretizzare questi obiettivi. Ogni anno, una personalità del mondo del teatro o un’altra figura conosciuta per le sue qualità di cuore e di spirito sono invitate a dividere le sue riflessioni sul tema del Teatro e della Pace tra i popoli. Questo Messaggio che chiamiamo il Messaggio Internazionale, è tradotto in una ventina di lingue. Sarà letto davanti a delle decine di migliaia di spettatori prima della rappresentazione della sera nei teatri nel mondo intero, stampato nelle centinaia di quotidiani e diffuso da radio e televisione sui 5 continenti.  Jean Cocteau era l’autore del primo Messaggio Internazionale nel 1962.  

Il teatro riunisce e la Giornata Mondiale del Teatro è la celebrazione di questa volontà.

Ogni anno una personalità di rilievo del mondo del teatro scrive il messaggio per la giornata. Quest’anno il messaggio è di AUGUSTO BOAL, inventore del TEATRO DELL’OPPRESSO.

Quest’anno i gruppi teatrali dell’Artemide con in suoi insegnanti della Compagnia I Lusiadi celebrano questa giornata con la lettura del messaggio durante le prove e proponendolo a tutti gli amici per la bellezza e l’amore che trasmette: il teatro per noi è questo.

 Messaggio internazionale

Tutte le società umane sono spettacolari nella loro vita quotidiana e producono spettacoli in occasioni speciali. Sono spettacolari in quanto modo di organizzazione sociale, ed esse producono spettacoli come quello che siete venuti a vedere.

 Anche se non ne abbiamo consapevolezza, le relazioni umane seguono una struttura teatrale; l’utilizzazione dello spazio, il linguaggio del corpo, la scelta di parole e la modulazione della voce, il confronto delle idee e delle emozioni, tutto ciò che mostriamo sul palcoscenico, lo viviamo nella nostra vita: siamo fatti di teatro!

 Le nozze, i funerali sono degli spettacoli, ma anche i rituali quotidiani così familiari di cui non siamo consapevoli,  le grandi cerimonie , ma anche il caffè della mattina, i buongiorno scambiati, gli amori timidi ed i grandi temporali delle passioni, una seduta del senato o una riunione diplomatica, tutto è teatro.

 Una delle principali funzioni della nostra arte è di portare alla coscienza gli spettacoli della vita quotidiana di cui gli attori sono anche spettatori di cui la scena e il palcoscenico si confondono. Siamo tutti degli artisti: facendo del teatro, impariamo a vedere l’ovvio, ma che siamo incapaci di vederlo tanto siamo poco abituati a guardarlo. Ciò che c’è familiare ci diventa invisibile: fare del teatro: è illuminare la scena della nostra vita di tutti i giorni.

 In settembre dell’anno scorso, siamo stati sorpresi da una rivelazione teatrale: noi che intendevamo vivere in un mondo sicuro, malgrado esistessero guerre, genocidi, ecatombi e le torture, certo, ma nelle contrade lontane e selvagge, noi che vivevamo in sicurezza, il nostro denaro collocato in una banca rispettabile o alle mani di un onesto mediatore in borsa, ci è stato detto che questo denaro non esisteva, che era virtuale, triste creazione di alcuni economisti che essi non erano virtuali, né sicuri, né rispettabili. Tutto questo non era che cattivo teatro, un oscuro intrigo nella quale alcuni guadagnavano molto e dove molto perdevano tutto.  Noi, spettatori vittime delle loro decisioni, siamo rimasti seduti nell’ultima fila del loggione.

 Vent’ anni fa, mettevo in scena Phèdre di Racine a Rio de Janeiro. Gli scenari erano poveri: delle pelli di bovini al suolo, dei bambù intorno. Prima di ogni rappresentazione, dicevo ai miei attori: la finzione che abbiamo creato di giorno in giorno è finita. Quando avrete superato questi bambù, nessuno di voi avrà il diritto di mentire. Il teatro, è la verità nascosta “.

Quando guardiamo al di là delle apparenze, vediamo degli oppressori e degli oppressi, in tutte le società, le etnie, le classi e le caste, vediamo un mondo ingiusto e crudele. Dobbiamo inventarne un altro, perché sappiamo che è possibile. Ma c’appartiene di costruire questo altro mondo con le nostre mani entrando in scena, sulle tavole e nella nostra vita.

Fate attenzione allo spettacolo che sta per iniziare e al ritorno a casa, coi vostri amici, interpretate le vostre pièces personali e vedrete ciò che non avete potuto vedere mai: l’ ovvio. Il teatro non è solamente un avvenimento, è un stile di vita!

 Siamo tutti degli attori: essere cittadino, non è vivere la società, ma è cambiarla.

QUESTO E’IL MESSAGGIO DEL 2005 SCRITTO DA ARIANE MNOUCHKINE REGISTA TEATRALE

 

Au secours !

Théâtre, viens à mon secours !

Je dors. Eveille-moi

Je suis perdu dans le noir, guide moi, au moins vers une bougie

Je suis paresseuse, fais-moi honte

Je suis fatigué, lève-moi

Je suis indifférent, frappe-moi

Je reste indifférente, casse-moi la figure

J’ai peur, encourage-moi

Je suis ignorante, éduque-moi

Je suis monstrueuse, humanise-moi

Je suis prétentieux, fais-moi mourir de rire

Je suis cynique, démonte-moi

Je suis bête, transforme-moi

Je suis méchante, punis-moi

Je suis dominant et cruel, combats-moi

Je suis pédante, moque-toi de moi

Je suis vulgaire, élève-moi

Je suis muette, dénoue-moi

Je ne rêve plus, traite-moi de lâche ou d’imbécile

J’ai oublié, lance sur moi la Mémoire

Je me sens vieille et rassie, fais bondir l’Enfance

Je suis lourd, donne-moi la Musique

Je suis triste, va chercher la Joie

Je suis sourde, en tempête fais hurler la Douleur

Je suis agité, fais monter la Sagesse

Je suis faible, allume l’Amitié

Je suis aveugle, convoque toutes les Lumières

Je suis soumise à la Laideur, fais entrer la Beauté conquérante

J’ai été recruté par la Haine, fais donner toutes les forces de l’Amour.

 AIUTO !

 

Traduzione

Teatro, aiutami !

Dormo. Svegliami

Sono perso nell’ oscurità, guidami, almeno, verso una candela

Sono pigra, svergognami

Sono stanco, dammi la forza di risollevarmi

Sono indifferente, picchiami

Rimango indifferente, rompimi il muso

Ho paura, incoraggiami

Sono ignorante, educami

Sono un mostro, umanizzami

Sono pretenzioso, fammi morire dal ridere

Sono cinico, smontami

Sono stupido, trasformami

Sono cattiva, puniscimi

Sono sovrastante e crudele, combattimi

Sono sapientona, prendimi in giro

Sono volgare, dammi dignità

Taccio, scioglimi la lingua

Non sogno più, trattami da vigliacco o di imbecille

Ho dimenticato, lancia su me la Memoria

Mi sento vecchia e anacronistica, fa’ balzare l’infanzia

Sono pesante, dammi la Musica

Sono triste, va’ a cercare la Gioia

Sono sorda, nella tempesta fai urlare il Dolore

Sono agitato, fa’ salire la Saggezza

Sono debole, accendi l’amicizia

Sono cieco, convoca tutte le Luci

Sono sottomessa alla Bruttezza, fa’ introdurre la Bellezza conquistatrice

Sono stato reclutato dall’Odio, fa’ intervenire tutte le forze dell’amore

 

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